Home staging per il retail
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Home staging per il retail

Intervista a Gaia Monfrini, Interior Designer a Milano Home per incontrare i negozi nell’ambito del programma Retail Academy.

Come nasce la tua passione per l’interior e come hai iniziato il tuo percorso di Home Stager?

 

L’interior per me non è una passione, ma una sorta di ossessione: quando entro in un ambiente nuovo, che sia una casa di amici o una stanza di un b&b, inizio a viaggiare con l’immaginazione e mi perdo a pensare a come intervenire per sfruttare meglio gli spazi, renderli più accoglienti, più funzionali, più curati. E così ho deciso di trasformare questa mia fissazione in una professione. Ho sempre lavorato nel mondo Home and Living: prima come Senior Buyer per Westwing, il più grande shop online di arredo a livello europeo, poi come consulente per la creazione di brand identity e sviluppo collezioni per aziende del settore Design e Furniture. Quando ho trasformato il mio appartamento per renderlo disponibile sulle piattaforme di affitti brevi, ho scoperto che l’home staging sarebbe diventato il mio nuovo percorso professionale, in grado più di ogni altro di valorizzare le competenze e le passioni che ho sviluppato nel corso della mia carriera. Ho seguito un corso di Interior Design all’Istituto Europeo di Design di Milano e un Master in Home Staging Turistico e ora mi occupo di valorizzare e rendere irresistibili le strutture extra-alberghiere (case-vacanza, airbnb, bed and breakfast, residence).

 

 

In cosa consiste un intervento di Home Staging? Quali sono le fasi operative?

 

Il mio lavoro parte da un sopralluogo, in cui studio lo status quo dell’immobile, effettuo una approfondita analisi a livello di marketing (marketing territoriale e turistico per le strutture extra-alberghiere, marketing immobiliare se sto lavorando su un immobile in vendita) e identifico gli interventi di styling da realizzare, che sono la materializzazione dei risultati di questa analisi. Si tratta di interventi leggeri, che non intervengono sulla struttura come in una ristrutturazione e hanno come obiettivo quello di creare degli ambienti puliti, armonici, eleganti, luminosi, che emozionano immediatamente chi li vede o visita. Poi mi concentro sulla disposizione dei mobili, sulla sostituzione degli arredi poco attrattivi, sulla scelta della palette cromatica, sui tessili, sulla decorazione, sull’illuminazione per creare delle ambientazioni dal sapore senza tempo, in cui si desidera restare. Ma tutto questo non è sufficiente se non viene accompagnato da una comunicazione altrettanto efficace: fondamentali sono anche il servizio fotografico, che deve far brillare la struttura, e l’annuncio che deve raccontare una storia unica. Un intervento di Home Staging completo e vincente deve comporsi di tutti e tre questi elementi: strategia - styling- comunicazione efficace.

 

 

C’è grande interesse su questa nuova professione, come mai?

 

Penso che dipenda in parte dal fatto che dopo la pandemia, tutti noi abbiamo riscoperto l’ambiente domestico, assistiamo a un importante ritorno alla casa e alla sua cura e al desiderio di viverla insieme alla famiglia e agli amici. Inoltre l’Home Staging è la risposta a un mercato, quello immobiliare, che negli ultimi dieci anni ha subìto profondi cambiamenti. Dal boom degli affitti brevi a scopo turistico fino alla diffusione capillare del web per la ricerca di un immobile, il settore vede oggi una domanda sempre più selettiva: a fronte di una vasta offerta, chi acquista o affitta sceglie gli immobili più curati, che sanno raccontarsi al meglio e capaci di emozionare al primo sguardo, facendosi notare tra centinaia di annunci.

 

 

Nei suoi interventi ha parlato dell’Home staging come di un alleato efficace del negozio. In che senso?

 

L’allestimenti degli immobili e quelli dei negozi hanno tanti punti in comune: il fine ultimo di entrambi innanzitutto è la vendita, si lavora in tutti e due i casi su una valorizzazione che punta sulla componente emotiva, il tempo gioca un ruolo fondamentale (abbiamo pochi secondi in entrambi gli ambiti per convincere il nostro cliente), l’allestimento deve piacere al maggior numero di persone. Alcune delle strategie dell’Home Staging possono essere riprodotte efficacemente anche all’interno dei punti vendita, conoscerle è un grande valore aggiunto: in questo senso l’Home Staging può essere considerato un grande alleato del punto vendita.

 

 

Quali sono le tendenze in ambito Home Staging per il 2024?

 

Innanzitutto, la sostenibilità, tendenza che coinvolge ogni spazio della casa, che viene ripensata in ottica green, seguendo la filosofia dell’economia circolare, o attraverso scelte più consapevoli nella scelta dei materiali ma anche in ambito di illuminazione e consumi. A questa tendenza si intreccia quella dell’artigianalità: si apprezza la matericità, la bellezza dell’imperfezione, viene valorizzata l’autenticità degli oggetti che hanno un legame con la terra, che sono così semplici da non farsi notare, che possiedono un fascino senza tempo. E poi il minimalismo: via il superfluo che genera rumore visivo, in grado di influire sul nostro stato d’animo. Eliminando gli oggetti che ingombrano i nostri spazi, semplifichiamo anche la nostra vita.

 

 

Quali sono gli errori da non commettere in un allestimento?

 

Due su tutti: No ai colori troppo saturi e eccessivi, che non hanno riscontro nella maggior parte delle persone in quanto tendono a sovrastimolare, a richiedere troppa energia. Usiamo colori neutri, leggeri, caldi, luminosi e rilassanti, per trasmettere un senso di eleganza, semplicità, calore e protezione. No alla creazione di composizioni troppo cariche: le composizioni con troppi oggetti affaticano il ritmo di osservazione che diventa convulso e ci impedisce di soffermarci sui singoli elementi che compongono l’insieme. Al contrario, una composizione essenziale e pulita avrà un tempo di osservazione lento che permetterà all’osservatore di assaporare tutti i dettagli.

 

Less is more deve essere il mantra di ogni Home Stager!